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Il farro appartiene alla famiglia delle Graminacee del genere Triticum ed è presente in tre diverse specie: farro piccolo (Triticum monococcum), farro medio (Triticum dicoccum) e farro grande (Triticum spelta).
E’ uno dei più antichi tipi di frumento coltivati dall’uomo: usato come nutrimento fin dal Neolitico, è stato importato in Italia dalla Grecia ed è noto per essere stato la base dell’alimentazione delle legioni romane che partirono alla conquista del mondo. Nel corso dei secoli è stato progressivamente sostituito con l’uso di altri tipi di grano con resa maggiore e costi di produzione inferiori, tanto che all’inizio del XX secolo la coltivazione del farro è stata quasi totalmente abbandonata. Grazie alle sue ottime proprietà nutrizionali, recentemente la sua produzione ha ricevuto maggior impulso ed oggi è coltivato in tutto il mondo. In particolare il farro è usato nell’agricoltura biologica, al cui impiego si presta facilmente per alcune sue preziose caratteristiche: il guscio esterno molto duro lo preserva dall'attacco dei parassiti, dalle sostanze chimiche e dalle varie malattie ed inoltre, l’accrescimento iniziale del farro è rapido e per questo non richiede interventi per il controllo delle erbe infestanti, né il ricorso a fertilizzanti.
Per la sua rusticità ed adattabilità dal punto di vista ambientale, è facilmente coltivabile anche sui terreni più aridi e collinari, di cui riesce a sfruttare quella parte di fertilità che altre specie non sono in grado di sfruttare.